Il prezzo del petrolio ...

Il recente calo del prezzo del petrolio [1] può sembrare a prima vista un fatto incondizionatamente positivo per quasi tutti, ma in realtà non lo è [2]

  • se si lavora nel settore delle energie rinnovabili
  • se si lavora nel settore dell'efficienza energetica
  • se si lavora per affrontare il cambiamento climatico

e nei seguenti (ovvi) casi:

  • se si lavora nel settore petrolifero
  • se si dispone di investimenti nel settore petrolifero (e molti li hanno magari inconsapevolmente nei fondi pensione etc.)
  • se vivete in un paese che esporta un sacco di petrolio (non solo l'Arabia Saudita, ma il Messico, il Canada e la Norvegia, Russia, Venezuela, ...)

Coloro che lavorano nel settore delle energie rinnovabili stanno trovando più difficile essere competitivi con il petrolio a basso costo. Gli imprenditori per l'efficienza energetica devono dire ai loro clienti che molte misure di efficienza avranno un periodo di recupero più lungo, mentre i prezzi del petrolio rimangono bassi. Entrambi questi risultati ci indirizzano nella direzione sbagliata.
E poi c'è il cambiamento climatico. Quando i prodotti petroliferi sono a buon mercato, ci sono meno incentivi ad usarli con parsimonia. A parità di condizioni, ciò  significa che
sono bruciati più prodotti petroliferi con ulteriori emissioni di gas serra.

 

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D'altra parte i bassi prezzi del petrolio renderanno ancora più difficile garantire le future forniture di petrolio. L'industria petrolifera stava  già tagliando i propri bilanci di esplorazione prima della caduta dei prezzi affermando che non c'erano prospettive abbastanza redditizie neppure  a 100 dollari al barile. Senza l'esplorazione non può esserci nuova produzione; e senza nuova produzione, la fornitura di petrolio cade automaticamente.

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Un prezzo basso del petrolio mette inoltre in difficoltà [3,4, 7] un gran numero di società di estrazione collegate alle nuove fonti non convenzionali (fracking, sabbie bituminose, piattaforme in alto mare). Per quanto riguarda il fracking puo' essere utile osservare che il boom USA è stato reso possibile [5] da due fatti difficilmente esportabili:

  1. l'approvazione dell'Energy Policy Act del 2005 che ha esentato l'industria dall'applicazione federale del Safe Drinking Water Act, del Clean Water Act e del National Environmental Policy Act (!!!);
  2. tassi di interesse praticamente nulli per il debito maturato nel corso del processo di produzione del petrolio e del gas ad alta intensità di capitale, o detto senza mezzi termini, accesso quasi gratuito al capitale grazie alla Federal Reserve Bank degli Stati Uniti.
     

Il ribasso dei prezzi sta già colpendo significativamente le economie di alcuni stati (Venezuela, Russia, ...)  con evidenti possibili problemi socio-politici.

fonti (in lingua inglese):

  1. The Oil Price Crash of 2014
  2. The high cost of low priced oil
  3. Does Peak Oil Even Matter?
  4. The Oil Crash: it is happening now!
  5. Federal Reserve Policy Keeps Fracking Bubble Afloat
  6. Oil Prices as an Indicator of Global Economic Conditions
  7. As Oil Plunges Further, Why It Might Be 'Game Over' For The Fracking Boom
  8. Oil Price Slide – No Good Way Out